Plasma Ricco di Piastrine (PRP): basi biologiche, applicazioni cliniche e limiti
Il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) è un emocomponente autologo che negli ultimi anni ha trovato crescente impiego in diversi ambiti della medicina rigenerativa grazie alla sua capacità di modulare i processi di riparazione tissutale.

Le piastrine svolgono un ruolo cruciale non solo nell’emostasi, ma anche nella guarigione dei tessuti attraverso il rilascio di fattori di crescita contenuti nei granuli alfa, tra cui:
PDGF (Platelet-Derived Growth Factor)
TGF-β (Transforming Growth Factor beta)
VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor)
EGF (Epidermal Growth Factor)
IGF-1 (Insulin-like Growth Factor)
Una volta attivate, le piastrine rilasciano queste molecole che:
- Stimolano la proliferazione e la migrazione cellulare
- Promuovono l’angiogenesi
- Favoriscono la sintesi di matrice extracellulare
- Modulano la risposta infiammatoria
Il PRP agisce quindi come un biostimolatore locale, accelerando i processi fisiologici di riparazione.
il processo generalmente include:
- Prelievo di sangue venoso autologo
- Centrifugazione (singola o doppia) per separare:
- globuli rossi
- plasma povero di piastrine (PPP)
- plasma ricco di piastrine (PRP)
Applicazioni cliniche
- Dermatologia e medicina estetica. Il PRP è utilizzato per il ringiovanimento cutaneo grazie alla stimolazione dei fibroblasti e alla neosintesi di collagene. Viene impiegato nel trattamento di:
- fotoinvecchiamento
- cicatrici atrofiche
- discromie cutanee
Tricologia nel trattamento dell’Alopecia androgenetica, il PRP:
prolunga la fase anagen
stimola le cellule della papilla dermica
migliora la vascolarizzazione follicolare
Ortopedia e medicina dello sport
Il PRP è impiegato nel trattamento di:
tendinopatie croniche (es. tendine d’Achille, epicondilite)
lesioni legamentose
osteoartrosi precoce

- ginecologia rappresenta un campo innovativo della medicina rigenerativa. Grazie all’azione dei fattori di crescita piastrinici, il PRP è stato proposto come terapia adiuvante in condizioni caratterizzate da:
- atrofia
- danno tissutale
- ridotta funzionalità ovarica ed endometriale.
A livello ginecologico, il PRP agisce attraverso:
- Stimolazione della proliferazione cellulare endometriale
- Promozione dell’angiogenesi (mediata da VEGF)
- Modulazione dell’infiammazione locale
- Attivazione di cellule staminali residenti
Questi effetti risultano particolarmente rilevanti in tessuti ad alta dinamicità come endometrio e mucosa vaginale. Il PRP è utilizzato nel:
- trattamento della Atrofia vulvovaginale, spesso associata alla menopausa.
Effetti osservati:
Miglioramento dell’idratazione e dell’elasticità tissutale
Riduzione di secchezza, bruciore e dispareunia
Aumento dello spessore epiteliale
- Infertilità e medicina della riproduzione
Uno degli ambiti più studiati riguarda l’uso del PRP in pazienti con:
- Endometrio sottile
- Fallimenti ripetuti di impianto
- Ridotta riserva ovarica
Nel caso dell’endometrio sottile, il PRP intrauterino può:
- aumentare lo spessore endometriale
- migliorare la recettività uterina
È stato anche proposto in pazienti con Insufficienza ovarica prematura, con l’obiettivo di riattivare la funzione ovarica, anche se i risultati sono ancora controversi.
Sicurezza ed effetti collaterali
Essendo un prodotto autologo, il PRP presenta un profilo di sicurezza elevato. Tuttavia, possono verificarsi:
- dolore locale
- edema e eritema
- infezioni (rare, legate alla tecnica)
Le controindicazioni includono:
- coagulopatie
- infezioni attive
- neoplasie in sede di trattamento
Attualmente il PandoraLab è uno dei pochistudi medici nel Centro Italia ad avere l'autorizzazione da parte della ASL per la preparazione e somministrazione del PRP.
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